Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

SIAMO SICURI CHE IL DIO DEI COLONI VIOLENTI SIA IL NOSTRO STESSO DIO?

L’articolo di Avi Issacharoff (inviato di Haaretz), che ho postato appena prima di questo, è passato del tutto inosservato dalla stampa italiana. Altrettanto è successo all’articolo del collega di Issacharoff che, dalla prima pagina di Maariv (l’altro grande quotidiano di Israele) ha raccontato gli stessi fatti ed espresso gli stessi sentimenti. Qualche riga sulla Stampa, ecco tutto. Eppure i nostri giornali hanno scritto molto sullo sgombero dei coloni ebraici che occupavano illegalmente alcuni edifici di Hebron, città della Cisgiordania palestinese ma carissima alla memoria degli ebrei perché sede delle tombe dei patriarchi Abramo, Isacco e Giacobbe. Il Corriere della Sera si è anche dilungato, giustamente, sull’ultima bestialità di Hamas che, nella Striscia di Gaza, nega il visto d’uscita a più di 2 mila pellegrini palestinesi che hanno chiesto il permesso di recarsi alla Mecca agli uffici dei rivali politici di Al Fatah.

Di tutto, insomma, si può leggere sui nostri giornali tranne che delle manifestazioni violente e razziste che escono dalle viscere tormentate di Israele. Volete sapere il titolo che Haaretz ha dato all’articolo di Isachoff? Eccolo: “Quello dei coloni di Hebron (usciti dall’insediamento di Kiriat Arba, n.d.r) era un vero pogrom”. Un pogrom, capito?

Israele è una grande democrazia anche perché ha una grande stampa. L’Italia è la democrazia che è anche perché ha una stampa libera ma modesta. E i Paesi arabi non sono democrazie perché non hanno una stampa libera. Sempre su Haaretz, Fania Oz-Salzberger ha commentato i fatti con grande acutezza e severità. Il suo pezzo comincia così: “I pogromisti di Hebron hanno portato una catastrofe su Israele e la nazione ebraica”. L’editorialista divide l’opinione pubblica israeliana in tre parti: quelli che appoggiano i coloni; quelli che criticano i coloni per aver violato la legge, dimostrandosi più attaccati ai simboli dell’ordine che all’ordine stesso; quelli, “per fortuna più numerosi”, che non sono più disposti a giustificare gli autori di questi pogrom. Conclude Oz-Salzberger: “Questa gente non è la mia gente. Il loro Dio non è il mio Dio. Dove loro vivono non è il mio Paese”.

Prese di posizione come questa sono possibili in Israele ma non nella lontana, distaccata e poco coinvolta Italia. Mi è ben nota l’ottusità politica e l’isteria incline alla violenza dei palestinesi. E forse, dopo tanti anni di demonizzazione del sionismo e di appoggio indiscriminato e cieco alla causa palestinese, era fatale che il pendolo toccasse l’eccesso opposto. Sarà meglio, però, liberarsi alla svelta dal giornalismo prono alla propaganda filoisraeliana, perché la pubblicità non ha cause ma solo interessi; e altrettanto dovremo fare con l’impostazione politica maturata negli ambienti più retrivi del conservatorismo americano, quello stesso che ha portato alla presidenza il disastroso Bush. Israele è il popolo eletto ma ugualmente ospita nel proprio seno pulsioni d’intolleranza e totalitarismo a sfondo razzista. La storia è piena di violenti che sostenevano di essere mandati da Dio, non si vede perché quelli usciti dai ranghi dei coloni dovrebbero essere diversi. Il Governo di Israele avrà magari le sue difficoltà a tenerli al proprio posto, e si può capirlo. Ma noi, che scusa abbiamo?

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>