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DALLA PALIN ALLA BADESCU, CHE SPETTACOLO LA POLITICA (2)

      Sulla stessa scia del fenomeno Palin mi pare la nomina, decisa dal sindaco di Roma Gianni Alemanno, di Ramona Badescu a consigliere per i rapporti con la comunità romena. Intendiamoci: consigliere del sindaco di Roma è un po’ meno che vice-presidente degli Usa. E nel caso romano ci sono anche normali debiti politici da pagare, visto che la Badescu fece a suo tempo campagna elettorale nella lista civica pro-Alemanno.
      Però, però… La “questione romena”, in Italia e a Roma, non è una cosuccia. I romeni in Italia sono circa 1 milione, nella sola Roma quasi 20 mila. Li coinvolge un problema di ordine pubblico (inutile ricordare i notissimi e tragici fatti di cronaca che portarono persino a una mini-crisi internazionale) ma anche una percezione che, da parte degli italiani, è distorta fin quasi alla patologia. Il 75% dei romeni che risiedono in Italia ha un lavoro fisso e il loro lavoro contribuisce per l’1,2% al Prodotto interno lordo (Pil) del nostro Paese, pari a un valore di 2 miliardi e mezzo di euro. In Romania, d’altra parte, operano 26 mila imprese italiane, che contribuiscono per il 4% al Pil romeno e creano lavoro per 800 mila persone.
      Ramona Badescu, oltre che essere una bellissima donna, è laureata in Economia e Commercio. Ha, dalla sua, anche un nutrito curriculum cinematografico (Paparazzi, Le nuove comiche, Gran Casinò) e televisivo (Lo zio d’America, La piovra 10, I misteri di Cascina Vianello). Particolare per me non secondario: alle elezioni per il comune di Roma, quelle appunto vinte da Alemanno, ha preso in tutto 56 voti, non proprio un plebiscito. E poi, certo, è romena. Credo sia lecito chiedersi se non si tratti, anche qui, di una mini-Palin. Cioè se non sia stata scelta solo perché bella e nota, senza preoccuparsi se poi riuscirà a fare anche qualcosa per una comunità importante come quella romena, o forse nella tacita convinzione che non farà proprio nulla, o forse ancora nella segreta convinzione che non sia necessario far nulla e che un bel viso possa bastare per farsi sentire “vicini agli umori della gente”.
      Poi, per carità, sarò smentito dai fatti. Ma io sogno giorno e notte un politico che sia lontano dagli umori della gente e vicino ai problemi del Paese. Che stia lontano dai dibattiti tv e non abbia bisogno, come la Palin, di chiudersi in casa con uno staff che la imbottisce di nozioni e concetti che un politico “vero” dovrebbe già avere sulla punta delle dita. Che abbia più dimestichezza con le cifre dell’Istat che con quelle dei sondaggi. (2. fine)
 

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2 Responses to DALLA PALIN ALLA BADESCU, CHE SPETTACOLO LA POLITICA (2)

  1. fabio cangiotti

    6 October 2008 at 18:21

    Caro Fulvio,

    non condivido la stroncatura prematura di Sarah Palin, perchè credo che un politico debba essere giudicato a posteriori. La Palin farà in tempo a deludere, ammesso e non concesso che sarà eletta, visto che quasi certamente vincerà Obama. Confesso che non so neanche che faccia abbia, ma a me la rende simpatica il fatto che si dichiari conservatrice senza remore e soprattutto che abbia avuto il coraggio di tenere il figlio down (ne so qualcosa, ho una cognata down). Che non sia competente non mi preoccuperebbe tanto, neanche Bill Clinton lo era troppo ma non se l’è cavata male; questione di staff e di saldezza delle istituzioni americane. Negli States vige l’archetipo (ricorrente nei film) dell’ eroe antisnob, attaccato alla sua visione e che spesso la vince sui soloni benchè più ignorante, perchè ha una integrità personale che supera il conformismo delle idee acquisite. La Palin probabilmente riscuote consenso per questo. Il presidente più amato dagli americani, Ronald Reagan fu proprio questo. Naturalmente fu snobbatissimo dai nostri soloni di sinistra, che lo sbertucciarono molto quando nel 1986 a Berlino in uno storico discorso disse rivolto a Gorbaciov: Presidente abbatta quel muro..” Non è passato troppo tempo per mostrare chi fosse il profeta e chi i (numerosi) pirla. Quasi certamente la Palin resterà una meteora, ma credo che sia un bell’esempio di coraggio per le donne in politica. Anche se la Ravera su l’Unità si è premurata di avvertire, parlando di lei, che dire donna non basta. Certo, se non è di sinistra…dal suo punto di vista non fa una piega.
    Non credo neanche che la bella Badescu sia una mini-Palin, mettiamo pure sia una operazione di immagine simpatizzante a beneficio della comunità rumena, perchè no, con i tempi che corrono? E comunque meglio aspettare se farà qualcosa di concreto. E infine, parlando di donne dell’est assurte in Italia a cariche importanti: l’ultima che mi ricordo è stata Ilona Staller in arte Cicciolina. La Badescu mi sembra un bel progresso. O no?
    saluti da fabio cangiotti

  2. Fulvio Scaglione

    6 October 2008 at 20:54

    Caro Fabio,

    ho visto una bellissima vignetta sull’Herald Tribunela Plin: “anche di me dicevano che ero inesperto e guarda dove sono arrivato!”.
    Scherzi a parte, io non voglio stroncare preventivamente la Palin. E non sottolineo, tra l’altro, la portata comunque innovativa che avrebbe l’arrivo alla Casa Bianca di na donna non in veste di moglie. Però mi sta tremendaente sul gozzo questa maniera di affrontare i problemi, quella appunto che ho cercato di descrivere: esaltazione, strocatura, riesaltazione se non avviene il (pronosticato) crollo. D’altra parte ricorderai che nel pezzo mostro preoccupazione anche per le possibili performance presidenziali di Obama: mi spiace ma governare l’Alaska (per l prima volta) o entrare in Senato (per la prima volta) non mi paiono garanzie sufficienti per chi ha poi in mano i destini del mondo. Pronto ovviamente a ricredermi se sarà il caso, cosa che peraltro auspico.
    Quanto alla Badescu: nulla contro di lei, per carità, che come minimo è bella. Ma tu pensi davvero che sia un’operazione simpatia verso i romeni? Verso quelle migliaia di romeni onesti che si sbattono per guadagnare e non frequentano il jet set? Se Veltroni, da sindaco, avesse nominato Mutu, apprezzata punta della Fiorentina, che cosa avremmo detto?

    Stammi bene, a presto

    Fulvio

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