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E NO, LA PATERNALE DA GALLI DELLA LOGGIA NO

      Sono lieto di aver pubblicato il post di ieri (“Perché ci vuole un cardinale per distribuire un minimo di buon senso?”), sul più che ragionevole invito del cardinale Bagnasco a giudicare con più realismo e meno catastrofismo la situazione dell’Italia. Aver condiviso ieri le parole del presidente della Conferenza Episcopale Italiana mi consente di rispondere tranquillamente alla palata di banalità che Ernesto Galli della Loggia riversa oggi su Famiglia Cristiana dalle colonne di Style, mensile del Corriere della Sera.
      Il giornale per cui lavoro è accusato di aver preso molto male la vittoria elettorale di Silvio Berlusconi e del centrodestra e quindi di accanirsi ora a descrivere “un Paese orribile, una società schifosa, un luogo di cui ci si può solo vergognare”. Cosa assurda, dice Galli, perché da quella vittoria sono giustamente passate solo 16 settimane: quindi siamo faziosi nei giudizi, ignoranti in politica e, anche se nel pezzo non è detto così esplicitamente, forse pure un po’ fessi.
      Nomi nell’articolo ce ne sono tanti ma è piuttosto chiaro che il primo bersaglio è Famiglia Cristiana. Beh, volete saperne una? Anch’io sono d’accordo su alcune cose. Dalle nostre parti a volte si esagera coi toni. Come ho già detto in queste colonne durante l’estate, io non mi sarei infilato nella polemica sul fascismo, anche se poi le dichiarazioni del ministro La Russa sulla Repubblica di Salò e del sindaco di Roma Alemanno sul fascismo hanno finito con lo spingerci dalla parte della ragione. Ci sarei andato piano pure col razzismo, anche se poi qualche dirigente leghista che mi fa dubitare lo trovo sempre.
      Galli della Loggia, però, è l’ultimo che può farci la paternale. Per tante ragioni, alcune delle quali sono elencate qui di seguito.
1. Famiglia Cristiana, così faziosa ed estremista contro Berlusconi, a suo tempo criticò anche seccamente il governo Prodi. Chi non ci crede, sfogli le raccolte dei giornali e vedrà.
2. Galli della Loggia ricorda di sicuro lo slogan elettorale del centrodestra: “Rialzati, Italia”. Secondo lui, 16 settimane fa l’Italia agonizzava? Era sull’orlo della catastrofe? Se no, perché non scrisse allora l’articolo che pubblica oggi su Style? Se sì, vorrà forse farci credere che nelle famose, brevissime 16 settimane Berlusconi è riuscito a trascinarci dall’inferno al paradiso?
3. Si preoccupa di mettere alla berlina chi vuole ad arte dipingere l’Italia come un “Paese orribile”? Siamo con lui. Allora, per favore, ci dica che cosa pensa del ministro che prima ha cercato di convincerci che eravamo minacciati dai Rom (senza poi far nulla di concreto in proposito, tra l’altro) e poi ha parlato di “guerra civile” in Campania, dove le guerre di camorra si susseguono ciclicamente da decenni. Lo stesso che vuole riempire di soldati le strade di un’Italia che, quanto a crimine comune, è in fondo a quasi tutte le classifiche d’Europa.
4. Ci dica anche, già che c’è, che cosa pensa delle parole del Papa e del Vaticano sulla politica relativa all’immigrazione praticata dal nostro Governo e, più in generale, dall’Unione Europea. Avrà notato che corrispondono in larga parte, magari espresse con maggiore finezza, alle argomentazioni di Famiglia Cristiana. Sfascista anche il Papa o qualche tinta forte in questo Paese c’è?

       Caro Galli della Loggia, io la penso come lei. Detesto la commozione permanente, l’allarme come stile di vita, l’emergenza come tecnica amministrativa. In pari misura, quindi, mi irrita la coquetterie da salotto. Se a uno piace Berlusconi, se uno crede che il centrodestra sia più attrezzato per governare l’Italia, e lo dica, no? Sono così tanti gli italiani a pensarlo, che cosa vuole che Le succeda? Lei, invece, gioca al “terzista”, al super partes, senza riuscire a nascondere una sproporzionata (e, mi creda, a ogni suo lettore evidente) propensione per una parte sola. Tutto legittimo, dunque perché mimetizzarsi? E a proposito della “faziosità nostrana” cui Lei fa cenno. Ai tempi di Prodi, il suo collega Ostellino paragonava spesso (io sono arrivato a tre volte, poi ho smesso di leggerlo) l’orientamento e  la filosofia del Governo italiano a quelli di Stalin: ne avete mai parlato? Ha mai avuto occasione di fargli notare quel filino di esagerazione?       

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4 Responses to E NO, LA PATERNALE DA GALLI DELLA LOGGIA NO

  1. cacioman

    27 September 2008 at 06:44

    La cappa mediativa avanza come il Blob del film. Conclamatasi col proclama bulgaro (Biagi, Santoro e Luttazzi), prosegue screditando i non omologati e applicando loro la norma vigente “tolleranza zero per i ladri di biscotti”.

    Sì, esagero pero’ tutte le mattine, quando accompagno mio figlio a scuola e sulle strisce pedonali riesco a salvarmi da un SUV che ha deliberatamente cercato di investirmi, devo sempre ripetermi : “questo non e’ un Paese orribile, una società schifosa, un luogo di cui ci si può solo vergognare”.

    :-)

  2. Fulvio Scaglione

    27 September 2008 at 08:13

    Caro Cacioman,

    la cosa che a me dà più fastidio è la faziosità mascherata, che è poi quella vera. Sai, il genere “non sono io che sono razzista, è lei che è negro”. Uno può pensare quello che vuole, che Berlusconi è un santo o un demonio, basta che lo dica. Galli della Loggia (ma anche Battista e Panebianco) sono molto bravi a descrivere i vizi e i vezzi di quelli che sbrigativamente mettono nella “sinistra”, ma poi si fermano lì. Per dire: mai un pezzo, da parte loro, sulle pulsioni xenofobe nella Lega, sui consistenti residui di fascismo nella destra. Quindi: da loro, nessuna paternale. Nè a noi di “Famiglia Cristiana” né ad altri.

    Ciao, a presto

    Fulvio

  3. fabio cangiotti

    28 September 2008 at 20:32

    Caro Fulvio,

    niente paternali d’accordo, soprattutto dal Corrierone grandi-firme-un-po’-sopravvalutate, ma qualche domanda te la devo fare: era proprio necessario che Don Sciortino andasse a scrivere su Micromega, dove immagino che il suo articolo finirà nella rubrica Altrachiesa? E dove le paternali col ditino alzato in genere le fanno non tanto a Famiglia Cristiana ma piuttosto al Papa e alla Chiesa? Non è un po’ una autoflagellazione? A che giova?

    Con molta perplessità Fabio Cangiotti

  4. Fulvio Scaglione

    28 September 2008 at 22:42

    Caro Fabio,

    io non l’avrei fatto, per due ragioni: primo, perché Micromega è la sede dell’antiberlusconismo viscerale e “a prescindere”, a cui la firma del direttore di Famiglia Cristiana porta gran vantaggio, mentre a noi non ne porta alcuno; secondo, perché questi superlaici in realtà guardano alla stampa cattolica con uno snobismo insopportabile.
    Detto questo, per chiarire, ripeto: la paternale da certe “firme” non me la faccio fare. Se hai notato, gli editoriali dialettici (cioè quelli che sanno parlare sia bene sia male del Governo in carica) il Corriere li affida agli economisti. Gli ideologi (Della Loggia, Panebianco, Ostellino) scrivono in media 9 pezzi sui difetti dell’opposizione e 1 sulle magagna del Governo. E poi vengono da noi a spiegarci la politica? Suvvia…

    Ciao, a presto

    Fulvio

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